REFERENDUM GIUSTIZIA: ECCO COSA SI VOTA

Ad un mese dal referendum sulla giustizia lo scenario ed il dibattito politico di accende. E' bene precisare che NON E' un referendum pro o contro il governo, ma si richiede di approvare quanto già discusso ed approvato in parlamento nell'Ottobre 2025 in tema di riforma della Giustizia.

Nelle giornate di Domenica 22 Marzo (dalle 7:00 alle 23:00) e Lunedi 23 Marzo (dalle 7:00 alle 15:00) i cittadini saranno chiamati ad esprimersi su un quesito costituzionale che ridetermina l’organizzazione della magistratura e che, in sintesi, introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, ma non solo, cerchiamo di fare chiarezza.

Per prima cosa cerchiamo di capire cosa si vota: gli elettori devono pronunciarsi su una revisione della Costituzione già approvata dal Parlamento, che introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti. La riforma non incide sull’autonomia e indipendenza della magistratura, ma interviene sulla sua organizzazione interna e sui meccanismi di autogoverno.

In particolare, il testo approvato dal Parlamento prevede la creazione di due Consigli Superiori distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Entrambi gli organi mantengono una composizione analoga a quella attuale, ma operano separatamente, affidando ai pubblici ministeri un autonomo organo di autogoverno distinto da quello della magistratura giudicante.

La riforma introduce inoltre una Corte disciplinare di rango costituzionale, alla quale viene attribuita la competenza sui procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati.

Un ulteriore profilo rilevante riguarda le modalità di selezione dei componenti degli organi di autogoverno. La riforma prevede il ricorso al sorteggio, in luogo del tradizionale sistema, con l’obiettivo dichiarato di incidere sulle dinamiche associative e sul ruolo delle correnti all’interno della magistratura.

E quindi…

Votare SÌ significa confermare questa riforma costituzionale e consentirne l’entrata in vigore. Significa rendere più netta la distinzione tra chi esercita la funzione giudicante e chi svolge la funzione requirente. Separando i percorsi professionali e gli organi di autogoverno si contribuisce a rafforzare la percezione di imparzialità del giudice, rendendo più chiaro il suo ruolo di soggetto terzo rispetto all’accusa. Evitando interferenze e sovrapposizioni nella gestione delle scelte.

Votare NO comporta il mantenimento dell’assetto costituzionale vigente.

Ricorda infine che il referendum è di tipo confermativo e non prevede quorum di partecipazione perciò la validità del voto non dipende dalla percentuale di affluenza, ma esclusivamente dal numero di voti favorevoli o contrari espressi dagli elettori.



PROVINCIALI COSENZA: FARAGALLI vs CARUSO. TUTTI I CANDIDATI E LE LISTE

Entra nel vivo la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Provinciale e del Presidente della Provincia di Cosenza, che si terrà Domenica 8 Marzo 2026 giorno in cui saranno chiamate alle urne i Sindaci ed i Consiglieri dei 150 Comuni della Provincia di Cosenza. A contendersi lo scettro di Presidente saranno il Sindaco di Cosenza (Franz Caruso) ed il Sindaco di Montato Uffugo (Biagio Faragalli).

Quattro invece le liste in campo per delineare il nuovo Consiglio Provinciale, "Provincia Democratica" con 12 candidati e "Insieme per la Provincia" saranno a sostegno di Caruso mentre "Forza Italia" con 12 candidati e "Ad Maiora" (Fdi-Lega-Idm) con 9 candidati saranno a sostegno di Faragalli.


Ecco tutti i nomi dei Candidati:


Franz Caruso

Lista “Provincia Democratica”

1. Beltrano Francesco (consigliere comunale Rende)
2. Ciacco Giuseppe (consigliere comunale Cosenza)
3. De Angelis Antonietta (consigliere comunale Guardia Piemontese)
4. Di Natale Graziano (consigliere comunale Paola)
5. Lepore Luca (sindaco di Aiello Calabro)
6. Mascaro Assunta (consigliere comunale Cosenza)
7. Rende Biancamaria (consigliere comunale Cosenza)
8. Sisca Daniela (consigliera Santa Sofia d’Epiro)
9. Penna Chiara (consigliere comunale Cosenza)
10. Puzzo Daniela (consigliere comunale Cosenza)
11. Uva Antonio (consigliere comunale Corigliano-Rossano)
12. Vaccaro Massimiliano (consigliere comunale Cetraro)

Lista “Insieme per la Provincia”

1. Aloise Walter (consigliere comunale San Martino di Finita)
2. Capalbo Pino (Sindaco di Acri)
3. De Paola Concetta (consigliere comunale Cosenza)
4. Minervini Rosa (consigliere comunale Cerchiara di Calabria)
5. Ramundo Giuseppe (sindaco Cerchiara di Calabria)
6. Straface Ines (consigliere comunale Acri)
7. Zagotta Ernesto (consigliere comunale Celico)


Biagio Faragalli

Lista “Ad Maiora” 

1. Federico Belvedere (consigliere comunale di Rende)
2. Pasquale De Franco (sindaco di Aieta)
3. Antonino De Lorenzo (sindaco di Praia a Mare)
4. Fabrizio Fabiani (sindaco di Zumpano)
5. Antonietta Leone (consigliera comunale Rota Greca)
6. Miriam Lospennato (consigliera comunale Bonifati)
7. Rosita Manfredi (consigliere comunale Aieta)
8. Elisa Selvaggi (consigliera comunale Praia a Mare)
9. Vincenzo Ventura (consigliere comunale San Basile)

Lista “Forza Italia”

1. Marco Tarsitano (consigliere Carolei)
2. Giuseppe Turano (consigliere Corigliano Rossano)
3. Luigi Garofalo (consigliere Cassano allo Jonio)
4. Piero Luciano (consigliere comunale Corigliano Rossano)
5. Gerardo Molinaro (consigliere comunale Montalto Uffugo)
6. Caterina Bruno (consigliere comunale San Lucido)
7. Luca Gencarelli (consigliere comunale Luzzi)
8. Silvio Cascardo (consigliere comunale Cerzeto)
9. Gabriella Luciani (consigliere comunale Cetraro)
10. Tiziana Battafarano (consigliere comunale Rocca Imperiale)
11. Emanuela Altomare (consigliere comunale Cellara)
12. Lucia Nigro (consigliere comunale San Giovanni in Fiore)






Fratelli d’Italia Rende: Rende ed i rendesi ritornino ad essere il centro della discussione politica

Restiamo sorpresi di quanto discusso nella scorsa tornata del Consiglio Comunale di Rende, che proponeva all’attenzione dell’assise comunale uno dei principali temi internazionali che sta al cuore di tutta la popolazione mondiale. Nello specifico della guerra in corso a Gaza.

La proposta è stata portata all’attenzione dei suoi colleghi, dalla consigliera Gallo del Movimento 5 Stelle, con uno specifico punto all’o.d.g. : "Riconoscimento dello Stato di Palestina e condanna delle stragi di innocenti e della crisi umanitaria in atto a Gaza”, con tanto di kefiah indossata elegantemente, durante tutta la durata dell’assemblea e con tanto di fans del suo partito, seduti fra il pubblico impugnando le ben note bandiere palestinesi.   

Per il rispetto che dobbiamo, e che si deve, alla massima assise cittadina, ci preme riportare alcune considerazioni su quanto si è visto in consiglio comunale in riferimento a tale proposta. 

La prima sul metodo: fortunatamente, o purtroppo per alcuni, la politica estera in questa Nazione è di esclusivo appannaggio del governo centrale. Si chiama centralismo politico è vale non solo quando chi governa è un amico, ma anche quando il Paese è guidato da chi legittimamente si contrasta nelle sedi opportune. La linea in politica estera viene dettata dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, leader di Fratelli D’Italia e alla guida della Nazione, coadiuvata dal Ministro degli esteri. La linea intrapresa dall’Italia e da Giorgia Meloni sul tema è nota e ben definita e pone, ovviamente, la parola PACE come perno centrale di qualsivoglia decisione e valutazione politica.

Pertanto, è opportuno far notare che la sede scelta non ha potere decisionale sul tema, men che meno per lo stato di Palestina. La nostra affermazione trova riscontro anche nei comportamenti del Consiglio Comunale sul tema che ha, correttamente, dirottato la proposta su una linea più razionale, trasformando in semplice “richiesta” da parte dell’amministrazione verso il governo centrale, riportando sulla terra le aspettative di una scellerata proposta.

La linea di Fratelli d’Italia è chiara e lineare da sempre: l’unica azione che porta alla pace in quella disgraziata terra è il riconoscimento reciproco fra i due popoli con la possibilità che entrambi possano vivere in pace in due stati diversi. 

Preso atto di quanto accaduto, invitiamo l’Amministrazione Comunale di Rende e tutta l’assise comunale ad occuparsi quotidianamente del territorio rendese, oggi più che mai bisognoso di attenzioni e di iniziative atte alla sua crescita ed alla sua gestione. Il ruolo di Fratelli d’Italia sarà quello di monitorare la gestione dell’Ente e nel suo ruolo di attenta opposizione alle decisioni intraprese dall’amministrazione.




Luzzi: Al via l'iniziativa "ORA TOCCA A NOI IN TOUR"

Il movimento "Ora tocca a Noi" lancia una nuova iniziativa per portare al centro del dibattito politico le problematiche di ogni contrada e realtà luzzese. Si chiamerà ORA TOCCA A NOI IN TOUR la nuova iniziativa che sarà coordinata dal cofondatore del movimento Valerio Ciardullo. 
Ciardullo sarà coadiuvato da Vittorio Linardi ed Ivano Galimi i quali si prodigheranno per coordinare al meglio l’iniziativa che partirà a breve su tutto il territorio luzzese. 
Lo scopo è  quello di dare voce a tutte le realtà presenti in loco. Associazioni, comitati di quartiere e cittadini sono invitati  a rivolgersi al neo coordinamento al fine di dare voce e visibilità alle loro problematiche. 
I nostri canali social - si legge in una nota ricevuta - sono a disposizione di tutti, siamo l‘unica realtà alternativa presente su tutto il panorama politico locale, il cambiamento parte dal basso. 
La compagine politica si mette a disposizione della cittadinanza ancora una volta.


Rende: Basta argomenti del passato, guardiamo al futuro.

Arriva immediata la risposta da parte di alcuni membri del comitato del no alla città unica, in risposta all'articolo pubblicato dal Quotidiano della Calabria riguardante le dichiarazioni di Amerigo Castiglione, ex consigliere del passato tra le fila del centrodestra e ora diventato improvvisamente di sinistra. Riceviamo e pubblichiamo la nota ricevuta:

"Leggiamo la notizia di Castiglione e sinceramente non ci sorprende. Da oltre due anni si porta avanti la cannibalizzazione di chi ha creduto nei buoni propositi del Comitato per no alla Città unica, prima attraverso il rispolvero di un soggetto politico come Principe che, dopo aver perso per oltre 10 anni a Rende ed essere coinvolto in tante vicissitudini è stato chiamato alla guida di un comitato ad oggi inesistente poiché frammentato in mille gruppi. Questi soggetti che in passato sedevano tra le fila del centrodestra ora li ritroviamo dall'altra parte della barricata, con disinvoltura. 

Ci ritroviamo oggi alla candidatura di chi in questo periodo ha svolto il ruolo di spalla, di sparring partner, di alleato, di carnefice dei vari Iantorno, Bartucci, De Rose e tanti altri, per poi arrivare al risultato finale che è quello che è sotto gli occhi di tutti.

Noi che scriviamo siamo stati parte attiva del no alla città unica, parte integrante dei Comitati per il no e il risultato del referendum è stato chiaro.

Come lo stesso candidato a Sindaco l'Ing. Marco Ghionna ha più volte ripetuto, il voto degli elettori è sovrano e sarà linea guida per la gestione della Città. 

Oggi di fatto, nonostante i tentativi di ritornare sull'argomento, lo scenario politico è cambiato, non è più al centro del dibattito politico e tantomeno non può essere il motivo per far ritornare Rende indietro nel passato. Principe appartiene al passato, non possiamo correre il rischio di ritornare ai tempi buoi.

Firmato dai componenti del Comitato del NO, quelli che realmente vogliono il bene della Città senza interessi personali e/o politici di poltrone, che guardano alla crescita di Rende e non ad un ritorno al passato più buio.