Da un amministratore, e a maggior ragione dal Sindaco di un capoluogo di provincia, ci si aspetta una visione capace di guidare l'azione politica attraverso una scala di priorità chiara. Soprattutto quando in gioco ci sono temi fondamentali come l'istruzione pubblica.
Eppure, guardando alla chiusura prolungata delle scuole cosentine - serrate non per un'emergenza imprevedibile, ma per la consueta Fiera di San Giuseppe - viene spontaneo chiedersi: che posto occupa l'istruzione dei nostri giovani nella mente dell'amministrazione Caruso?
Probabilmente uno degli ultimi.
La cronaca di una settimana persa
Le scuole di ogni ordine e grado della città dei Bruzi sono state inizialmente chiuse dal 16 al 19 Marzo. Poi l'ordinanza è stata prolungata fino a sabato 21. Una settimana intera di didattica azzerata.
Le motivazioni ufficiali legate alla presunta incapacità della città di assorbire i flussi di traffico cozzano frontalmente contro il buon senso e l'intelligenza dei cittadini. Ricordiamo, infatti, che la Fiera è stata spostata dal centro storico all’attuale area a est della città esattamente per garantire una viabilità e un'organizzazione migliori. Non si comprende perché un evento, per quanto grande e partecipato, concentrato a est della città debba paralizzare istituti situati a sud o a ovest.
Perché, ad esempio, chiudere il Convitto Nazionale e il Liceo Classico "Bernardino Telesio"? Forse per onorare il filosofo cosentino a cui quest'anno è dedicata la fiera? Ne dubitiamo: Telesio non avrebbe mai voluto che ai ragazzi della sua città venisse impedito di studiare per un'intera settimana.
La vera motivazione, messa nero su bianco
Se si legge con attenzione la seconda ordinanza sindacale (quella che prolunga lo stop alle lezioni), emerge un'ammissione tanto sincera quanto sconcertante.
Ecco cosa scrive testualmente il Sindaco Caruso:
"Evidenziato che la Fiera di San Giuseppe è un evento di grande ricaduta e rilevanza, al quale è opportuno favorire la massima partecipazione di operatori economici, visitatori, famiglie."
Il velo è caduto. Il problema reale non era garantire agli studenti un tragitto agevole o limitare disagi logistici. L'obiettivo era un altro: la massima affluenza. Coerentemente con le sue priorità, il Sindaco ha chiuso le scuole semplicemente perché i ragazzi dovevano andare alla fiera, non a lezione.
Cosenza merita una visione da grande città
I cosentini sono storicamente affezionati alla Fiera di San Giuseppe, ma siamo certi che la stragrande maggioranza delle famiglie abbia a cuore, prima di tutto, l'istruzione dei propri figli. La Fiera è un evento ciclico e ampiamente programmabile; non è un'alluvione o un terremoto. Ci si può e ci si deve organizzare per tempo per evitare l’interruzione di un servizio pubblico essenziale.
Ogni città che ambisce a crescere – e Cosenza ha il dovere di nutrire questa ambizione – dovrebbe dotarsi di un vero e proprio polo fieristico. Un'area attrezzata dove ospitare eventi di grande richiamo in totale sicurezza, senza paralizzare la vita scolastica e produttiva della comunità.
Le soluzioni logistiche si trovano sempre, se l'intento è gestire i flussi dei visitatori. Ma se l'obiettivo politico è sbarrare le aule per spingere intere famiglie a girovagare tra bancarelle e giostrine, allora non c'è soluzione che tenga. C'è solo un disperato bisogno, per chi governa la città, di rivedere le proprie priorità.



