Riceviamo e pubblichiamo...
Manca poco ormai al fatidico referendum Città unica si/ Città Unica no, che per noi cittadini dell’amata provincia di Cosenza è diventato una psicosi, per quanta pressione abbiamo subito tra social, testate giornalistiche passa parola e chi più ne ha più ne metta…
Le fusioni tra comuni sono un tema di grande attualità in Italia, specialmente in regioni come la Calabria, dove la riorganizzazione amministrativa potrebbe portare a una maggiore efficienza nella gestione dei servizi pubblici e delle risorse. Tuttavia, le fusioni comportano anche una serie di sfide e problematiche che vanno analizzate con attenzione.
Quando si parla di vantaggi ovviamente si fa riferimento ad una maggiore efficienza economica e gestione delle risorse; una delle ragioni principali per cui molti comuni calabresi si sono uniti negli ultimi anni è proprio la possibilità di ridurre i costi di gestione amministrativa. La fusione consente di ottimizzare le risorse, ridurre il numero di enti locali e quindi diminuire i costi di funzionamento, come ad esempio quelli legati alla gestione di uffici, stipendi e spese generali…dite che è il nostro caso?? ridurre il numero di enti locali sarebbe, lasciatemi dire FINALMENTE, l’inversione di rotta della mala politica che ci governa da decenni…
Si parla di potenziamento dei servizi pubblici in quanto un comune unificato può avere maggiori risorse per investire in infrastrutture, sanità, istruzione, trasporti e altri servizi essenziali. Inoltre, un comune più grande può avere una maggiore capacità di negoziazione con enti superiori e imprese private, aumentando le opportunità di ottenere finanziamenti o progetti di sviluppo, ma qui piuttosto abbiamo letto e sentito che votare no al referendum sulla città unica significherebbe far perdere a Cosenza lo status di capoluogo di provincia, l’ospedale hub e la prefettura….
temendo addirittura che si sposti il titolo di capoluogo alla città di Corigliano-Rossano!!
Ma non dovremmo andare fieri se le nuove realtà della nostra regione sono efficienti e accrescono in differenti aree territoriali??
in questo caso l’area jonica;
la storia ci insegna che i capoluoghi non si scambiano al massimo aumentano..
Perché non si parla di stimolo alla crescita economica e allo sviluppo territoriale??
Le fusioni dei comuni possono favorire lo sviluppo economico di intere aree, creando una massa critica che attragga investimenti e progetti, e che Cosenza, Rende e Castrolibero insieme e unite possano effettivamente esercitare una guida nel Mezzogiorno e’ fuor di dubbio, anche per arginare i casi di forte spopolamento e carenze infrastrutturali, l’unificazione di comuni può rappresentare un'opportunità per incentivare lo sviluppo locale, attirando risorse finanziarie regionali, nazionali e dell'Unione Europea…è giusto anche però soffermarsi sui contro, dalle Resistenze culturali e identitarie alla complessità amministrativa iniziale; In Calabria, come in molte altre regioni, la fusione di comuni può incontrare resistenze da parte dei cittadini, che temono la perdita della propria identità locale e delle tradizioni legate al piccolo comune, cosa che purtroppo sta avvenendo soprattutto nell’area Rendese…ma come si può biasimare, un fiore all’occhiello della provincia che dovrá divenire “unica” con il grande dissesto del comune di Cosenza poi acclarato e sanzionato economicamente anche dalla Corte dei conti; come dicevo spaventa anche la complessità amministrativa iniziale; la fase di transizione che accompagna la fusione può essere complessa. La gestione amministrativa, la riorganizzazione degli uffici, l’integrazione di sistemi informatici e la definizione di nuovi organi di governo richiedono tempo e risorse. Durante questo processo, potrebbero verificarsi disagi per i cittadini, come la difficoltà nell'accesso ai servizi pubblici o la disorganizzazione iniziale oltre al rischio di inefficienza a lungo termine, poiché nonostante i vantaggi iniziali, alcuni esperti temono che una volta superata la fase iniziale di riorganizzazione, le fusioni possano portare a un aumento della burocrazia e a una gestione meno capillare dei servizi. Un comune più grande potrebbe diventare più difficile da governare, con un potenziale rischio di disconnessione tra le esigenze dei cittadini e le decisioni degli amministratori locali, che potrebbero non essere in grado di rispondere con la stessa rapidità ed efficacia ai bisogni del territorio e anche qui ci sarebbe da chiedersi, nel nostro caso a tal proposito ci sarebbe margine di peggioramento? o siamo gia al limite? concludo…
Le fusioni dei comuni in Calabria presentano sia opportunità che sfide.
Da un lato, possono portare a una gestione più efficiente delle risorse e a un miglioramento dei servizi pubblici, ma dall'altro possono comportare difficoltà legate alla gestione amministrativa, alle resistenze culturali e alla disuguaglianza tra territori, evito volontariamente i problemi quali direttrici economiche, attività periferiche, valore di mercato delle aree meno centrali, perché mi auguro che il processo di fusione venga accompagnato da politiche mirate a minimizzare i rischi e a garantire che i benefici siano distribuiti in modo equo su tutto il territorio regionale.
Il futuro delle fusioni dei comuni in Calabria dipenderà dalla capacità di superare questi ostacoli e di costruire un modello che risponda alle reali esigenze dei cittadini, nella speranza che la nostra classe dirigente abbia a cuore il benessere dei tre comuni.
Buon voto a tutti.
(Scritto da Anna)
Città Unica: il punto di vista degli abitanti dell'area Jonica
IL CAMMINO | Viaggio in Calabria. UN VIAGGIO ATTRAVERSO UNA CALABRIA STRAORDINARIA.
Un itinerario emozionante tra le bellezze paesaggistiche della Calabria:
il 23 novembre 2024 l'evento di presentazione del docufilm a Corigliano-Rossano.
Sabato 23 novembre, alle ore 21:00 presso il Teatro Paolella di Corigliano-Rossano, si terrà la Prémiere del docufilm IL CAMMINO | Viaggio in Calabria, prodotto da Pier Luigi Sposato per la BIG DIGITAL EYE e realizzato in co-produzione con Teatro in Note, Respirano LLC e Clément Film House.
Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Calabria Film Commission, a valere sull’avviso pubblico per il sostegno alle produzioni audiovisive in Calabria 2022 e ha attraversato molti territori, quali: Caccuri (KR), Cardinale (VV), Civita (CS), Roghudi (RC), Seminara (RC), Gerace (RC), Sersale (CZ), Staiti (RC), Stilo (RC), Cassano Allo Ionio (CS), Cerchiara di Calabria (CS), Corigliano Rossano (CS), Rocca Imperiale (CS), Roseto Capo Spulico (CS), San Giovanni in Fiore (CS), Santa Severina (KR), Serra San Bruno (VV), Spezzano della Sila (CS). Si ricorda, inoltre, che l’evento di presentazione è stato cordialmente patrocinato dal Comune di Corigliano-Rossano.
Il film, interpretato da Francesco Maccarinelli, affronta il tema del cammino e del ritorno alle azioni genuine della vita. Il protagonista, un giovane di trent’anni, vive a Milano, dove le necessità economiche lo costringono a un lavoro di ripiego che gli consenta di sostenere la sua permanenza in città. Svolge il rider per alcuni ristoranti, un lavoro stressante che richiede un notevole dispendio di energie, egli sacrifica la maggior parte del suo tempo per racimolare qualche extra e le ambizioni sono spesso messe da parte; così l’insoddisfazione e i problemi di ambientamento con le dinamiche caotiche della città, ma soprattutto l’incertezza per il futuro, mettono in dubbio le sue scelte. Grazie al consiglio di un suo amico e mentore, interpretato da William Angiuli, il protagonista decide di fare un viaggio itinerante, dove ritrovare sé stesso, imbattendosi casualmente in questo percorso nel cuore della Calabria. Durante il cammino, incontrerà una giovane donna calabrese, interpretata da Annalisa Giannotta. Tra i due giovani nascerà un legame sentimentale e il protagonista deciderà di tornare a trovarla per rimanere a vivere in Calabria.
<< IL CAMMINO | Viaggio in Calabria è quindi – ha spiegato il produttore Pier Luigi Sposato un messaggio d’amore verso la sua terra d’origine, un documentario che attraversa la Calabria da nord a sud, sviluppato sull’intero territorio, ponendo all’attenzione dell’opinione pubblica le risorse culturali, religiose, paesaggistiche e antropologiche della Calabria, un volano eccezionale per lo sviluppo turistico regionale. >>
Durante la premiere, saranno presenti il regista Mattia Leonardo De Blasi, il cast artistico e tecnico del film, oltre alle istituzioni regionali e locali, uniti in un momento di festa nel quale esprimere tutto l’entusiasmo per un’operazione cinematografica ben riuscita e che verrà distribuita sulle maggiori piattaforme di cinema digitale.
Cosenza-Rende-Castrolibero: alle urne per il voto sul Comune Unico
Verso il referendum del 1 Dicembre 2024
Da qualche giorno, timidamente,
l’argomento Città Unica dell’area urbana di Cosenza sta entrando nel dibattito
della politica e dell’opinione pubblica. Un tema che divide molti cittadini e
che siamo sicuri non finirà di farlo l’1 dicembre quando si voterà. Di
esperienze di fusioni ed unioni se ne trovano un po’ ma di esempi dove ad
unirsi sono comuni importanti per storia e popolazione, sono veramente pochi.
Forse l’unico esempio è la fusione in atto a Pescara, dove non sono mancate le
difficoltà se si pensa che il referendum consultivo è del 25 maggio 2014, poi
approvato dalla Regione Abruzzo e ad oggi invece sono ancora esistenti i tre
comuni originari: Pescara, Montesilvano, Spoltore. Anche sul nome è stato fatto
un po’ di caos, premettendo che al referendum hanno vinto i sì con il 63,84%
delle preferenze e che il nome doveva essere Nuova Pescara, corretto poi dal
Consiglio Regionale in Pescara.
Campanilismi? Forse, però i modelli più
brillanti sono quelli nati dai costituendi movimenti cittadini a favore delle
fusioni, portati poi nelle istituzioni con le ratifiche dei referendum non solo
consultivi, ma di approvazione del Decreto di fusione. Sicuramente sul tema è superfluo
il politichese e la campagna referendaria dovrebbe essere basata tutta su temi
molto pratici per i cittadini: Bilancio, Tributi, Viabilità, TPL, Istruzione,
Sanità, Lavoro. Gli indecisi restano moltissimi e l’incognita più grande resta
sempre quella dell’affluenza alle urne degli aventi diritto dei tre Comuni
interessati: Cosenza, Rende, Castrolibero.
Il tema più toccato finora è quello
dei finanziamenti che si dovrebbero ricevere dal nascente comune unico per i
prossimi anni, che sicuramente non è cosa da sottovalutare ma sicuramente una
fusione di più storie differenti deve essere basata su una visione comune e che
guardi al futuro perché sicuramente possono esserci molte opportunità e cose
positive se si riesce a sfruttare al massimo l’occasione: dalla
razionalizzazione della spesa pubblica per il funzionamento della macchina
comunale, fino al superamento di duplicazioni di atti, norme e passaggi
burocratici. Nei prossimi articoli scenderemo più nello specifico per cercare
di capire quale possa essere il futuro migliore per quest’area urbana.
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